Cos’è il business plan?
Il business plan è un documento programmatico che riflette e dettaglia le intenzioni strategiche di un’organizzazione in merito allo sviluppo di un progetto imprenditoriale nel lungo periodo. È il risultato di un processo di riflessione e di analisi approfondita che interessa tutte le aree funzionali e che si prepone di chiarire il modo in cui il management intende perseguire la vision aziendale. Il suo scopo si estende oltre le mura dell’impresa in quanto viene presentato a istituti di credito e investitori per ottenere finanziamenti in conto capitale o debito e per richiedere agevolazioni all’imprenditoria giovanile.
Come si compone un business plan?
Il business plan deve contenere le seguenti sezioni:
1.Sintesi del progetto (executive summary)
Nella prima, viene fornita una panoramica rispetto all’idea/prodotto/servizio, composizione del team imprenditoriale, mercato di interesse e relative opportunità, obiettivi e proiezioni finanziarie in breve
2.L’azienda
Mission & Vision. Qual è lo scopo che l’impresa intende perseguire? Qual è il sogno nel cassetto che spiana la strada a scelte e azioni nel lungo termine? Qual è l’immagine che il team imprenditoriale proietta rispetto al futuro dell’azienda?
Cultura, Filosofia di pensiero, Valori e Principi. Assodato il “cosa”, si passa a definire i principi guida che modellano il “come” e la filosofia che accompagna il pensiero in azienda. Quali sono i valori che illuminano il sentiero più congruo nella valle delle scelte? Premesso che l’obiettivo è raggiungere B a partire da A, quali sono le linee guida che abbracciano i valori e conferiscono consistenza alla cultura avvalendosi di credenze, abitudini e pratiche? Una cultura potrebbe incentivare la curiosità come stimolo ad esplorare nuove soluzioni per fare ciò che si fa, tuttavia è importante definirne la dimensione, il confine, ovvero “fino a quando la curiosità è considerata consona in questa azienda?”.
Storia e organigramma. Composizione della compagine imprenditoriale, ruolo operativo di ciascuno, team manageriale e organigramma. Storia dell’azienda ed evoluzione del business.
3.Analisi di mercato
Dimensione del mercato e prospettive di crescita della domanda. Definire market size, utilizzare fonti attendibili disponibili in rete per stimare il market trend.
Segmentazione del mercato. Qual è la tipologia di segmentazione che ha senso considerare? Demografica, psicografica, geografica o comportamentale? Quali sono i profili che si possono individuare nel mercato di sbocco? Quali sono i parametri di interesse utili ai fini della profilazione?
Scoperta del cliente / Customer Discovery. È una fase cruciale per mettere in luce aspetti determinanti del target customer. Come pensa, come parla, quali sono i suoi principi guida, i suoi ideali e dove si trova il cliente tipo? Qual è la sua fascia di reddito e la sua capacità di spesa? Quali sono i suoi bisogni inespressi o inascoltati?
4. Analisi della competitività
Concorrenza. Analisi della concorrenza. Chi sono i concorrenti? Con chi ce l’andiamo a giocare? Qual è il grado di competitività del mercato? Qual è il grado di differenziazione dell’offerta?
Fornitori. Chi sono i fornitori? Qual è il potere contrattuale dei fornitori?
Clienti. Qual è il potere contrattuale dei clienti? Qual è il grado di frammentazione e concentrazione della clientela?
Prodotti sostitutivi. Qual è la probabilità che un prodotto sostitutivo metta in discussione il prodotto di settore?
Potenziali entranti. Qual è la probabilità che un nuovo concorrente entri nel mercato? Quali sono le barriere d’entrata?
5.Strategia competitiva
Vantaggio competitivo.
Obiettivi strategici.
Marketing Mix
Prodotto. Fornire una descrizione del prodotto e della proposta di valore con cui lo si propone sul mercato. Sintetizzare gli stadi di sviluppo del prodotto che hanno portato alla realizzazione della versione finale e porne in risalto i meccanismi di causa-effetto.
Prezzo. Stimare il valore percepito del prodotto e stabilire il prezzo che il cliente tipo è disposto a pagare per acquistare la soluzione proposta. Solitamente il valore varia in base alla misura della gravità che il cliente associa al problema, al grado di competitività del mercato (livello medio dei prezzi), all’efficacia del prodotto, notorietà e reputazione del brand.
Placement (commercializzazione). A questo stadio si stabiliscono i canali di vendita, sia quelli fisici come gli store che quelli virtuali come le piattaforme e-commerce. È cruciale sfruttare le intuizioni colte in fase di customer discovery per massimizzare la disponibilità del prodotto nei luoghi dove l’acquirente si aspetta di trovarlo. Al tal proposito si definiscono anche dinamiche di trasporto (frequenza e modalità delle consegne) e la strategia logistica.
Promozione. Si pianificano le attività per la promozione del prodotto/servizio, i canali e lo stile di comunicazione, pubblicità, passaparola, recensioni online, pubbliche relazioni. L’obiettivo è creare product e brand awareness ed accrescere il valore percepito.
6.Investimenti
Investimenti e fonti di finanziamento. Cosa si offre e cosa si chiede?
7.Analisi dei rischi
Principali rischi e strategie di mitigazione per ridurne l’impatto sul business.
8.Proiezioni economico-finanziarie
Conto economico previsionale
Rendiconto finanziario previsionale
Stato patrimoniale previsionale
Analisi del punto di pareggio
Metriche di sviluppo, redditività, liquidità, stabilità
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