Nell’articolo “Chi è l’uomo forte?” ho definito l’uomo forte come colui che avendo maturato una piena consapevolezza di sé, è in grado di dominare le dinamiche che governano il modo in cui pensa, decide e infine agisce. L’uomo forte non subisce passivamente gli eventi, bensì vi partecipa liberamente e ne definisce le condizioni con la massima naturalezza. Questo gli è possibile in quanto ha capitalizzato gli insegnamenti che ha colto attraverso le sfide a cui la vita lo ha volutamente messo di fronte, riconducendosi alla sua vera essenza e realizzando così un ponte ben saldo con la sua componente più spirituale, la sua vera identità. L’uomo forte è ancor prima un uomo fortemente curioso e coraggioso che ha scelto di non arrendersi di fronte all’incertezza insita nelle scelte, evitando così di trasformarsi in un detrito che ondeggia con la marea, la cui prossima destinazione è in completa balìa degli eventi.
L’imprevedibilità come modello di vita
Piuttosto, ha sposato l’imprevedibilità come modello di vita convinto che è meglio il proposito di un futuro straordinario e radioso per quanto incerto, rispetto alla certezza di una vita mediocre. Accettato il guanto di sfida nella battuta di caccia contro i propri timori ingannevoli, si è messo in gioco con audacia, assecondando le proprie intuizioni invece di metterle continuamente in dubbio. Agendo con disciplina nel pieno rispetto della volontà della componente più saggia di sé, è venuto a patti con la propria ombra, ha ammesso a sé stesso le proprie debolezze e le ha affrontate a viso aperto. Così facendo ha arginato a monte quella frustrazione che è frutto dell’insuccesso di chi agisce non secondo la famosa vocina interiore. Della serie “Se solo avessi agito da me” o ancora “Lo sapevo io, lo sapevo”.
Scegliere di credere nel proprio fiuto
Scegliendo di credere nel proprio fiuto, l’uomo forte ha accettato in via preliminare e senza riserva il risultato delle proprie azioni, saggiamente consapevole che non esiste il fallimento ma solo opportunità di crescita e che per quanto a volte le esperienze ci possano sembrare davvero sconfortanti, in realtà ci vogliono semplicemente insegnare qualcosa di importante che elevi la qualità del nostro pensiero. Il Buddha, in una delle sue citazioni una volta disse “Immagina che ogni persona nel mondo sia illuminata, tranne te. Sono tutti tuoi maestri, e ciascuno fa esattamente le cose giuste per aiutarti a imparare la pazienza, la saggezza assoluta e la compassione assoluta”.
In armonia con le leggi dell’universo, l’uomo forte ha ben compreso che tutto ciò che attiva le sue credenze limitanti e i suoi preconcetti merita attenzione perché porta con sé una lezione di vita, custodisce un indizio prezioso rispetto agli elementi del proprio carattere che sono pronti ad evolversi. Pertanto non si dimena, non scalpita, non reagisce in malomodo e non si oppone con resistenza, bensì riconosce che si trova di fronte ad una opportunità e che quantunque rimandi di apprendere l’insegnamento di cui la stessa è veicolo, quei maestri torneranno ancora e ancora seminando dolore e sofferenza emotiva fino a quando la lezione sarà stata appresa. E se quell’uomo continuerà ad opporsi con resistenza, illudendosi che l’uomo forte è in realtà l’uomo che resiste al cambiamento reclamato dalla sua anima, purtroppo è destinato ad implodere giorno dopo giorno, istante dopo istante e a trascinare nel suo circolo vizioso tutte le anime attorno a sé come una furia. Resterà cosi vittima dell’inganno della paura che lo ha dissuaso dal sentire sé stesso, portandolo inconsciamente ad ammettere di non essere all’altezza della situazione e cosi la sua autostima avrà registrato un picco al ribasso dopo l’altro.
Sul versante opposto, l’uomo forte concede spazio alla propria creatività avanzata e al proprio “sesto senso” e se nella peggiore delle ipotesi manca l’obiettivo, troverà massima consolazione nella consapevolezza di aver agito secondo il frutto del proprio intelletto, ammettendone il valore indiscusso e sovrano.
Questo è già un successo.
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